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Comune di Villanova Solaro
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Dal Cinquecento all’Ottocento

Dopo aver separato, nell’aprile del 1335, Villanova da Moretta, dovendo disporre con urgenza di un’ingente somma di denaro, Catterina di Vienne, rimasta vedova del principe Filippo di Acaja nell’anno precedente, cedette ai Falletti, al prezzo di 3.000 fiorini d’oro, il feudo di Villanova, sul quale i Marchesi di Saluzzo vantarono ancora dei diritti per alcuni anni. Nel 1384 i Falletti esentarono gli abitanti di Villanova dal pagamento di alcune gabelle e concessero loro il privilegio di non essere rinchiusi nelle segrete del castello se riscattavano con un’ammenda i reati commessi, tranne gli omicidi o i delitti. Il 28 settembre del 1422, Bartolomeo Solaro acquistò dai Falletti, al prezzo di 3.000 scudi d’oro, la quarta parte di Villanova, che prese il nome di Villanova Solaro quando, il giorno 13 del mese successivo, egli ricevette l’investitura con il consenso del duca Amedeo VIII.

 

La famiglia Solaro, una delle più ricche e potenti di Asti, della quale si ha notizia fin dal 1170, poiché parteggiava per i guelfi, ossia i sostenitori dell’egemonia politica del papato, era continuamente in contrasto con la fazione dei ghibellini, rappresentata dalla famiglia De Castello, comprendente Guttuari, Turchi ed Isnardi. Per questa ragione, dal 1303 al 1389 i suoi membri dovettero fuggire varie volte da Asti, dove spadroneggiarono tuttavia dal 1312 al 1339, avendo aiutato questo Comune a mettersi sotto la protezione del re Roberto d’Angiò, della quale esso si giovò per tutto questo tempo. La famiglia Solaro era divisa nei seguenti rami: i Solaro di Govone, Chieri, Mondovì, Favria, Moretta, Villanova Solaro, Monasterolo, Borgo San Dalmazzo, della Chiusa, Macello, Margarita e Stupinigi (oggi tutti estinti, tranne il ramo Solaro di Monasterolo).

 

Bartolomeo Solaro, nipote di Stefano, detto il Borgognone, capostipite del ramo Solaro di Villanova, morì nel 1439 e fu sepolto nella chiesa parrocchiale di questo luogo, dove riposa in eterno anche sua moglie Agnesina, sopravvissuta al marito per 24 anni. Nel 1600, in seguito all’invenzione della polvere da sparo e per l’indebolimento del feudalesimo, il castello di Villanova Solaro perse la sua importanza militare e, invece di essere rafforzato, venne progressivamente trasformato in edificio residenziale. Successivamente, la famiglia Solaro divise la proprietà del feudo con altri Signori del patriziato subalpino e, intorno al 1830, lo acquisì, con poche migliaia di lire, la comunità locale.

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