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Il Santuario della Madonna della Noce

Tra le leggende fiorite attorno al Santuario della Madonna della Noce, eretto nella campagna a circa tre chilometri da Villanova Solaro, la più nota parla di un boscaiolo rimasto gravemente ferito all'addome mentre abbatteva un noce con l'ascia. Poiché in quei paraggi non c'era anima viva, sarebbe morto dissanguato se la Vergine, apparsa tra i rami dell'albero subito dopo che l'uomo si era infortunato, non lo avesse salvato grazie ai suoi poteri soprannaturali. Egli la ringraziò del miracolo, facendo erigere dov'era avvenuto un pilone votivo, al posto del quale i monaci di Fruttuaria Canavese costruirono la Chiesetta della Noce.

 

Parecchi anni dopo, poiché essa si presentava in cattivo stato di conservazione, i Signori Solaro la fecero restaurare a proprie spese e, nel gennaio del 1490, le donarono dodici giornate piemontesi, affinché potesse provvedere al mantenimento di un Rettore.

 

Il Santuario della Madonna della NoceNel mese di ottobre del 1892, il Santuario della Madonna della Noce passò, grazie ai buoni uffici di due sacerdoti e dei Baroni Manno, sotto la giurisdizione della parrocchia di Villanova Solaro. Scongiurò così il pericolo di cadere nelle mani dello Stato, in quanto a quel tempo esso si stava appropriando dei beni ecclesiastici, alla sua mercé dopo l'annessione, nel 1870, dello Stato Pontificio al Regno d'Italia. Nel 1989, trascorsi centodiciotto anni dal primo importante restauro, al Santuario fu rifatto il tetto e vennero consolidate le strutture aggiunte alla parte posteriore. Furono poi piantati fiori ed aiuole davanti al sagrato e fu rimessa in funzione la pompa a mano, tramite la quale si estrae dal sottosuolo acqua fresca e buona.

 

Nel 1994 è stata posata una lapide a ricordo dell’inaugurazione dell’impianto d’illuminazione del Santuario, promosso e finanziato dalla generosità della signora Margherita Millone in memoria del marito Felice Miraglio.

 

Con la somma di 40 milioni e 600 mila lire, raccolta tramite una sottoscrizione pubblica, nel 1998 i villanovesi hanno sostenuto il costo dei lavori di restauro della decorazione interna, condotti con grande maestria dal pittore cuneese Corrado Odifreddi. Le risorse finanziarie accumulate successivamente le hanno destinate, invece, alla copertura del sagrato con “lose” di Luserna, indistruttibili dalle intemperie, alla riparazione dei banchi danneggiati dai ladri ed alla risistemazione delle tegole, onde impedire all'acqua piovana di penetrare all'interno recando dei danni.

 

La sera del 1° settembre 2000, in occasione dell'apertura della novena della festa della Madonna della Noce, i villanovesi raggiunsero in processione il Santuario a lei dedicato con in mano le fiaccole accese, percorrendo la stradina un po' tortuosa illuminata dai ceri collocati su entrambi i lati. Prima di indossare i paramenti sacri e celebrare la Messa, il parroco don Pietro Bocco - che nel 1998 aveva aderito col sindaco Simone Alberto, il conte Guidi, l'architetto Mario Brunetti ed altri alla sottoscrizione pubblica a favore dei restauri del Santuario - aveva benedetto il simbolo del Giubileo 2000, fabbricato da Massimo Magliocco e fissato alla grande croce eretta sul sagrato.

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