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L'Ospedale S. Vincenzo Ferreri

L’istituzione dell’Ospedale S. Vincenzo Ferreri


L’8 aprile 1864, nello studio del notaio Guglielmo Mariano, a Torino, l’avvocato Emanuele Vitale, colà residente, firmò l’atto istitutivo di un Ospedale da erigersi, dopo la sua morte, a Villanova Solaro, destinato ai poveri infermi e cronici, nati e dimoranti in questo Comune ed in quelli di Cardè, Torre S. Giorgio e Cervignasco, frazione del Comune di Saluzzo. Nel documento egli stabilì che dovevano far parte del Consiglio di amministrazione dell’Istituto i sindaci di Villanova Solaro, Cardè e Torre S. Giorgio ed assegnò la carica di Presidente al più anziano di età dei suoi eredi e successori.

 

Lasciò la propria quota di proprietà delle cascine denominate l’una Marianna e l’altra Tetto del Bosco, situate rispettivamente nei territori di Villanova Solaro e Torre S. Giorgio, per l’acquisto di un apposito fabbricato in cui insediare l’Ospedale e ne rimandò l’apertura - ma non oltre i quattro anni - sino a quando la somma occorrente fosse stata accumulata coi redditi da esse prodotti. Infine, dispose che l’erezione dell’Ospedale non sarebbe avvenuta prima della morte del proprio fratello, cav. Cesare Vitale.

 

Costui, il 24 marzo 1896, consegnò al notaio Giambattista Cassinis, esercente la professione a Torino, un testamento segreto in cui destinava alla costruzione dell’Ospedale la propria quota di proprietà delle cascine Marianna e Tetto del Bosco, nonché il Castello da lui posseduto a Villanova Solaro, con gli annessi giardino, parco ed i mobili in esso esistenti. Inoltre, confermava la designazione dei tre Sindaci quali membri dell’amministrazione dell’Opera Pia e ne aggiungeva un altro nella persona del Pretore del Mandamento di cui avrebbe fatto parte il Comune di Villanova Solaro. Infine protraeva, fino a dieci anni dal giorno del suo decesso, l’apertura dell’Ospedale, per via del deprezzamento degli affitti dei fabbricati e dei fondi rurali, verificatosi dopo la redazione del testamento di suo fratello.

 

Nel testamento successivo, redatto in data 17 marzo 1899, in aggiunta a quello precedente, il cav. Cesare Vitale designava quale quinto membro dell’amministrazione dell’Ospedale il Pretore di Moretta - Mandamento di cui faceva parte Villanova Solaro - e stabiliva, in ottemperanza alla nuova legge sulle Opere Pie, che venissero eletti invece dei sindaci di Villanova Solaro, Torre S. Giorgio e Cardè, tre consiglieri comunali dei rispettivi Comuni. Assegnava, inoltre, all’erigendo Istituto, la somma di 25.000 lire, con cui sostenere determinati oneri di culto e di beneficenza, e voleva che fosse intitolato a San Vincenzo Ferreri, in memoria della propria madre Vincenza Vitale Bachi.

 

 

I primi 20 anni di attività dell’Ospedale


Dopo la morte del cav. Cesare Vitale, avvenuta a Quarto al Mare il 14 marzo 1906, la Congregazione di Carità di Villanova Solaro chiese all’Autorità competente l’autorizzazione ad avviare le pratiche per l’acquisizione dei beni da lui destinati all’istituzione dell’Ospedale, concessa dal Prefetto di Cuneo il 23 ottobre dello stesso anno. Ed il 7 marzo 1907 la Congregazione di Carità conferì tali beni all’Amministrazione provvisoria, costituitasi nel frattempo e rimasta in carica fino al 20 aprile 1911, composta dai signori: Pairotti Guglielmo, rappresentante degli eredi Vitale; Pulciano Melchior, ingegnere, rappresentante del Consiglio comunale di Villanova Solaro; Peiroleri Emilio, Tenente Generale, rappresentante del Consiglio comunale di Cardè; Bonino Giorgio, rappresentante del Consiglio di amministrazione di Torre S. Giorgio; Piana Giuseppe, avvocato, Pretore del Mandamento di Moretta, sostituito il 26 novembre 1908 dall’avvocato Croce Luigi.

 

Appena insediatasi, l’Amministrazione provvisoria ordinò l’esecuzione dei lavori di adattamento del Castello a sede dell’Ospedale - eretto in ente morale con decreto Reale il 25 settembre 1910 - la cui direzione ed il servizio di assistenza furono affidati, nel mese di luglio del 1908, a due suore della Congregazione di S. Gaetano in Pancalieri. A queste, negli anni successivi, se ne aggiunsero altre e, nel 1928, anno in cui termina il nostro racconto, erano sei le religiose che, senza l’aiuto di personale laico, sbrigavano con zelo e spirito di cristiana carità tutti i servizi interni, anche i più umili. Svolgeva il servizio sanitario, istituito il 1° gennaio 1909, il dottor Luigi Musso, ufficiale sanitario del Comune di Villanova Solaro.

 

Nell’autunno del 1909 furono intrapresi i lavori per sistemare definitivamente, secondo il progetto dell’ingegnere Spirito Migliore di Torino, i reparti maschile e femminile, terminati due anni dopo.

 

Con una lettera datata 25 ottobre 1911, il Prefetto di Saluzzo sentito il parere favorevole della Commissione sanitaria provinciale che precedentemente aveva fatto un sopralluogo - approvò i lavori relativi all’installazione dei servizi igienici e sanitari ed autorizzò l’esercizio dell’Ospedale, nel quale venne poi installato un impianto per fornire la luce elettrica a tutti i locali, un impianto per estrarre dal sottosuolo, mediante un motore elettrico, l’acqua da distribuire ed utilizzare nei vari ambienti, una nuova cucina economica ed un impianto ad essa collegato per riscaldare parzialmente l’edificio. Dal 1908, anno in cui iniziò l’attività, al 31 dicembre 1927, nell’Ospedale S. Vincenzo Ferreri di Villanova Solaro gli abitanti del luogo sono stati ricoverati per 54.535 giornate, i residenti a Cardè per 44.858 giornate, i residenti a Torre S. Giorgio per 14.463 giornate, i residenti a Cervignasco per 17.094 giornate ed i residenti in altri Comuni per 7.846 giornate, per un totale complessivo di 138.796 giornate.

 

 

La Statuto dell'Ospedale “San Vincenzo Ferreri”


Lo Statuto dell'Ospedale “San Vincenzo Ferreri”, istituito in virtù dei lasciti dei fratelli Emanuele e Cesare Vitale, reca in calce la firma, apposta il 10 aprile del 1910, di: Pairotti Guglielmo (presidente); Melchior Pulciano (delegato del Comune di Villanova Solaro); Emilio Peiroleri (delegato del Comune di Cardè); Bonino Giorgio (delegato del Comune di Torre S. Giorgio); Luigi Croce (nominato dal Primo presidente della Corte d'Appello di Torino). Esso prevedeva il ricovero presso l'Ospedale, l'assistenza ed il mantenimento gratuito dei poveri infermi e cronici, nati o residenti da cinque anni nei Comuni di Villanova Solaro, Cardè,Torre San Giorgio e Cervignasco, frazione del Comune di Saluzzo.

 

Avevano la precedenza sugli altri coloro che versavano in gravi condizioni di salute o vivevano in miseria; non erano ammessi gli affetti da malattie mentali, né gli affetti da malattie infettive e contagiose, fino a quando l'Ospedale non avesse potuto disporre di appositi locali, conformi al Regolamento igienico e sanitario. Gli ammalati non in stato di povertà venivano ricoverati dietro pagamento di rette stabilite dal Consiglio di amministrazione che, con le rendite procurate dai lasciti e le offerte dei benefattori, costituivano la fonte di finanziamento dell'Ospedale.

 

Il Consiglio di amministrazione veniva convocato due volte all'anno ed in via straordinaria qualora lo richiedeva un bisogno urgente; la carica di Presidente spettava di diritto ai figli di maggiore età di Emanuele e Cesare Vitale, o a una persona di loro fiducia incaricata di rappresentarli. In mancanza di eredi maschi, la nomina del Presidente competeva alle femmine di maggiore età; in tal caso l'incarico, anziché tutta la vita, durava soltanto tre anni.

 

Le sedute del Consiglio erano valide se vi partecipavano almeno tre membri, compreso il Presidente, e le deliberazioni dovevano essere votate dalla maggioranza assoluta degli intervenuti. Il voto sulle questioni riguardanti le persone veniva espresso segretamente. L'amministrazione dell'Ospedale aveva la facoltà di modificare lo Statuto ed i Regolamenti, nonché di assumere, sospendere e licenziare gli impiegati ed i salariati, e doveva provvedere alla nomina di un proprio tesoriere, residente nel Comune, cui affidare il servizio di Cassa e Tesoreria, reso secondo la legge sulle Opere Pie ed il regolamento organico del personale.

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