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La Canonica

La CanonicaFu l'abate Giovanni Bartolomeo Solaro a far abbellire - al principio del Cinquecento - la Canonica di Villanova Solaro: uno dei migliori esempi dell'architettura in cotto di quell'epoca, allorché lo stile gotico piemontese incominciava a risentire l'influsso vivificante del Rinascimento. L'edificio, adiacente la chiesa parrocchiale dedicata a S. Martino, costruito su una pianta rettangolare, presenta una facciata occidentale ricca di decorazioni in cotto di gusto francesizzante ed è formato da tre piani.

 

Il pianterreno, un po' rialzato, coronato da una ricca cornice in cotto, con sagome cinquecentesche sporgenti e bellissime finestre quadrate di terracotta, riccamente incorniciate. Il primo piano, costituito da una galleria, ora chiusa, ad archi circolari, sostenuti da colonne in cotto, col capitello di forma ottagonale ed il piedistallo quadrato. Infine, il piano superiore, con la loggia sostenuta da colonne in cotto, con basi e capitelli di forma ottagonale, presente soprattutto nello stile gotico.

 

La bella porta al pianterreno, tutta decorata in cotto, col battente diviso in nove riquadri delicatamente intagliati, e nel contorno le lettere in gotico: J.B.D.S.A.P. che si interpretano: Johannes Bartholomaeus de Solario Abbas Praepositus, cioè l'addetto alla parrocchia Giovanni Bartolomeo Solaro, viene attribuita a Matteo Sanmicheli, nato verso il 1485 a Porlezza, in provincia di Como. A questo insigne scultore - del quale dopo il 1534 non si hanno più notizie -sono attribuite altre preziose sculture, tra cui la porta della Collegiata di Revello e la porta di casa Cavassa a Saluzzo.

 

Si entra nel cortile della Canonica dal magnifico portone carraio, riccamente decorato in cotto, riprodotto all'Esposizione di architettura retrospettiva di Torino nel 1926, in quanto è uno dei più notevoli saggi della decorazione piemontese in terracotta. Due tondi, sopra ed a fianco del grande arco a tutto sesto che copre l'apertura, portano lo stemma e Villanova Solaro - La canonica l'emblema dei Solaro. Nell'autunno del 1930 Umberto di Savoia, allora erede al trono d'Italia, visitò la Canonica insieme a Maria José del Belgio, con la quale s'era sposato nel gennaio di quell'anno, ed al podestà di Savigliano, conte Annibale Galateri, che li accompagnava, disse di non aver mai visto un antico edificio così bello architettonicamente.

 

i Principi di PiemontePoco prima i Principi di Piemonte, giunti in carrozza a Villanova Solaro da Racconigi - dove risiedevano da alcune settimane - avevano assistito all'inaugurazione dell'ambulatorio medico dell'Ospedale di San Vincenzo Ferreri, insediato nello storico castello già appartenuto ai Principi d'Acaia. Questo maniero - aveva ricordato nel suo discorso il rag. Maggiorotti - testimone un tempo di lotte cruente, ora è rifugio di pace e casa di cura per infermi.

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